ULTERIORE CRESCITA
tratto da "Il Sole 24 Ore"


'Bolle e ri-bolle. A dire il vero, il tema della bolla immobiliare è un argomento di discussione ormai archiviato da tempo. E, negli Stati Uniti, si parla addirittura di una bolla già scoppiata, archiviata e con quotazioni in successiva ripresa, con operatori che, dopo il lieve ribasso, hanno ricominciato subito a comprare'. L'opinione è di Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, che da anni produce indici, studi e ricerche sul real estate. 'Aggiungerei un'osservazione - continua Breglia -: nei Paesi in cui la bolla era fortemente attesa, come il Regno Unito, la crescita invece continua a manifestarsi e, nella prima parte di quest'anno, è stata addirittura del 10 per cento. E questa è la stessa situazione di una serie di città americane, come New York, Washington, Boston e Chicago, dove dopo una lieve discesa il mercato ha ricominciato a correre'. Niente bolla, dunque, semmai un rallentamento o un assestamento dei prezzi. 'Se il 2003 ha visto crescite medie, tra Italia, Francia e Spagna, tra il 5 e l'8, per l'anno prossimo le proiezioni sono di quotazioni che salgono della metà, tra il 2 e il 4% - continua Breglia -. Il che significa, tenendo conto dell'inflazione, che siamo arrivati alla famosa 'crescita zero'. Anche perchè, come fa notare Breglia, la domanda di case dovrebbe ormai essere quasi soddisfatta, considerando un quadriennio di elevatissime transazioni: in quattro anni due milioni e mezzo di famiglie hanno comprato la prima casa. Eppure, poichè comunque l'offerta scarseggia, il pericolo della bolla sembra poco concreto (escludendo, naturalmente, le quotazioni esagerate di poche ed esclusive transazioni). 'Piuttosto stiamo assistendo a uno spostamento del focus di investimento - aggiunge Breglia -. Chi ha cifre da investire, anche relativamente piccole, cerca oggi la seconda casa, il box, il laboratorio artigianale da lasciare in affitto, il magazzino. O magari anche la casa occupata e la nuda proprietà, le nuove tendenze di investimento emerse nel 2003'. Quanto ai rendimenti in diminuzione, ciò non corrisponde a realtà, perlomeno in Italia. 'Sono aumentati i prezzi - dice Breglia - ma anche i canoni. Anzi, per le tipologie di piccole dimensioni questi sono aumentati in modo più che proporzionale'.